Tag: ADHD adulti

  • L’efficacia del coaching per la neurodivergenza: cosa dice la scienza?

    Il coaching per ADHD e autismo non è solo un supporto pratico, ma un intervento basato sulle funzioni esecutive con solide basi scientifiche. Scopri come la ricerca di Ahmann et al. (2018) valida il coaching come ponte tra clinica e autonomia quotidiana.

  • Disprassia negli adulti: sintomi, cause e strategie di supporto

    La disprassia negli adulti, o Disturbo della Coordinazione dello Sviluppo (DCD), è una condizione neurodivergente che colpisce circa il 5-6% della popolazione. Caratterizzata da difficoltà nella coordinazione motoria, pianificazione dei movimenti e consapevolezza spaziale, spesso viene confusa con semplice maldestrìa o distrazione. Questo articolo approfondisce come la disprassia si manifesta nella vita pratica di un adulto, influenzando lavoro, relazioni e autonomia domestica. Vengono trattate le comorbidità più frequenti, come ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento, e suggerite strategie e risorse per migliorare il benessere e gestire le sfide quotidiane. Con un linguaggio inclusivo e scientificamente aggiornato, l’articolo vuole aumentare la consapevolezza e fornire supporto a chi vive con questa neurodivergenza.

  • ADHD e genetica: la scienza svela l’intreccio tra DNA e fattori ambientali

    L'articolo esplora le scoperte più significative sulla base genetica dell'ADHD, confermando l'alta ereditarietà (70-80%). Spiega come gli studi moderni su vasto campione (GWAS) abbiano identificato l'ADHD come un disturbo poligenico, causato dalla combinazione di molteplici varianti genetiche, e come queste ricerche mostrino una sovrapposizione genetica con altri disturbi psichiatrici. Viene inoltre affrontata la sovrapposizione sintomatica tra ADHD e CPTSD, evidenziando l'importanza di considerare le esperienze avverse e l'interazione gene-ambiente nella valutazione clinica.

  • ADHD e Comorbilità Fisiche: Un Puzzle di Sintomi Che Inizia a Rivelare Connessioni Sistematiche

    Recenti studi suggeriscono che l'ADHD negli adulti potrebbe essere una condizione sistemica legata a diverse comorbilità fisiche. L'articolo esplora le connessioni emergenti tra l'ADHD e problematiche come l'affaticamento cronico, i disturbi gastrointestinali funzionali, l'ipermobilità articolare, la disautonomia e il dolore muscoloscheletrico, sottolineando l'importanza di un approccio terapeutico integrato.

  • Stimming negli adulti neurodivergenti

    Lo stimming, abbreviazione di “auto-stimolazione”, è un termine che descrive i movimenti ripetitivi, i suoni o i comportamenti che le...

  • Neurodivergenza in Italia: il ponte fragile tra infanzia e vita adulta

    L'articolo denuncia una grave lacuna in Italia nel supporto alle persone neurodivergenti: sebbene l'infanzia goda di un'ottima assistenza, al passaggio all'età adulta il sistema di supporto collassa, lasciando questi individui e le loro famiglie privi di strutture adeguate e comprensione. Vengono evidenziate le conseguenze di questa interruzione (difficoltà lavorative, isolamento, problemi di salute mentale) e si propongono soluzioni per i professionisti della salute, come maggiore formazione, servizi di transizione e promozione della neurodiversità, per costruire un futuro più inclusivo.

  • Rejection sensitive dysphoria (RSD): sensibilità al rifiuto nell’ADHD adulti

    L'articolo esplora in dettaglio la Rejection Sensitive Dysphoria (RSD), una condizione emotiva estremamente dolorosa e diffusa tra le persone con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) in età adulta. Viene subito chiarito che la RSD non è un disturbo diagnostico autonomo, ma piuttosto una caratteristica neurobiologica intrinseca dell'ADHD, manifestandosi come un'ipersensibilità estrema al rifiuto, alla critica o alla disapprovazione, sia reali che percepite. Le persone con RSD sperimentano reazioni emotive intense e spesso sproporzionate, come rabbia esplosiva, profonda tristezza, vergogna lancinante o disperazione, anche di fronte a situazioni minori. Questo porta a significativi comportamenti di evitamento, come l'isolamento sociale e la paura di nuove opportunità, influenzando negativamente le relazioni interpersonali. Il testo sottolinea che la RSD non è una debolezza caratteriale, ma una risposta neurobiologica legata alla difficoltà di regolazione emotiva tipica dell'ADHD e alla disregolazione dei neurotrasmettitori. Viene evidenziato come questa ipersensibilità, combinata con eventuali traumi pregressi dovuti a un costante senso di inadeguatezza, crei un quadro di vulnerabilità emotiva estremamente complesso. L'articolo conclude sottolineando l'importanza di riconoscere la RSD per un supporto efficace e personalizzato, incoraggiando la ricerca di una diagnosi di ADHD e l'adozione di strategie terapeutiche come la psicoeducazione, la CBT, il coaching e, se necessario, il supporto farmacologico, per migliorare la qualità della vita delle persone neurodivergenti.